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martedì, luglio 01, 2008

COMPAGNI A VENIRE

Potrò mai perdonare
a te che giri in casa
con la vestaglia unta
di macchie di dolore
di avermi allattato
al fiume del tuo male
stampandomi sul viso
l'angoscia e il suo colore.

Potrò mai perdonare
a te che giri casa
fiero nei tuoi ricordi
di libertà passata
di avere contrastato
la mia spina dorsale
per paura che io
non ti venissi uguale

Potrò mai perdonare
al vostro amore stanco
il piacere segreto
di una notte lontana
che mi ha sbattuto
in un mondo extravaginale
senza nemmeno chiedersi
se preferissi nascere
o la morte gloriosa
di un aborto illegale.

Potrò mai perdonare
a te ragazzo magro
tutti i pugni sul muso
che mi hai dato per noia
o per aiutarmi a crescere
o per raddrizzarmi il naso
o per vedermi piangere
proprio nel mio cortile.

Potrò mai perdonarti
amico per sei anni
di avermi ascoltato
con un orecchio solo
il tuo tradimento nero
fine del nostro mondo
con cui sei diventato
un bel fascista biondo.

Potrò mai perdonarvi
amici tutti quanti
l'amore e l'amicizia
che non mi avete dato
e questo mio sangue fragile
il mio povero disastro
la colpa ed il dolore
di non esser mai stato
per nessuno di voi
nemmeno un fratellastro.

Potrò mai perdonare
a te ragazza piccola
il bacio che hai preferito
gettare dal balcone
quel bacio che non mi hai
voluto regalare
nemmeno il giorno prima
della rivoluzione.

Potrò mai perdonare
a te ragazza grande
di avermi adoperato
per le tue gelosie
a te e alla tua città
quel tramonto di vento
in cui sono partito
felice di bugie.

Potrò mai perdonare
a voi mie poche donne
di avermi sempre usato
solo per stare bene
come un unguento dolce
che asciuga una ferita
aperta di paura
come un liquore amaro
che è però digestivo
e digerisce la vita.

Potrò mai perdonare
al Dio che non esiste
di avere rovinato
la mia adolescenza
Seduto su una pila
immensa di riviste
di donne nude prova
della sua inesistenza.

Potrò mai perdonare
alla gente per bene
di avere amareggiato
le mie bandiere rosse
e di avere deriso
sui muri della mia gioia
l'immagine di lenin
che parla alla sua gente

Potrò mai perdonare
a me stesso la mia rabbia
immensa e tempestosa
crudele come un mare
che travolga le navi
e affoghi i pescatori
che trovino il coraggio
di volerlo tentare
un mare che le loro donne
non sapran perdonare.

Potrò mai ringraziarti
compagno sconosciuto
per il vino che hai offerto
senza chiedermi il nome
senza informarti troppo
di dove ero venuto
di quanto sangue usciva
dalla mia situazione.

Potrò mai ringraziare
a te compagno negro
per il "who love you?"
che mi hai voluto regalare
come una sicurezza
che la nostra differenza
era un motivo in più
per doverci parlare.

Potrò mai ringraziarvi
compagni sconosciuti
disponibili sempre
ad offrire amore e vino
sperduti in questo mondo
non a grandezza d'uomo
e nemmeno di donna
e neanche di bambino
provincia di una vita
che dovrà pur finire.

Potrò mai ringraziarvi
compagni a venire.

Claudio Lolli.

Postato da: Chinaski74 a 22:26 | link | commenti (5)

lunedì, giugno 16, 2008

Pensavo, nella mia ingenuità, che il quinquennio 2001-2006 avesse prodotto il meglio della deriva antidemocratica e della violazione della Costituzione. Mi sbagliavo, e di grosso. Questo governo, dopo poche settimane di attività sta portando avanti una politica di repressione sociale del dissenso che ancora non ha mostrato che una minima parte di quelli che sono i reali obiettivi. In poche parole, sta volta questi non scherzano, stanno preparando una società ed un Paese letteralmente da incubo, l’hanno annunciato in campagna elettorale e lo stanno mettendo in pratica. L’obiettivo finale è una società a misura del potente, impunito e che  tutto può, senza che la magistratura abbia nessun potere di contrasto verso i reati commessi dal gotha politico-economico-finanziario, in contrasto con il “popolo” che vedrà sempre più i suoi diritti erosi, le conquiste di anni di lotta distrutte in un sol colpo, il controllo sociale esteso fin nelle mura domestiche.
 
Il popolo li ha votati, non c’è nulla da fare, li ha legittimati, continuando a dormire, sempre. Dormono sempre, strafatti, drogati dal potrere mediatico, dalla pubblicità, dai sogni, non si rendo conto minimamente della deriva in atto, della distruzione sistematica delle conquiste dei loro padri e nonni. Questa deriva è in atto in tutta Europa, ma l’Italia è come un laboratorio, un laboratorio dove si provano subito le soluzioni estreme, dove sulle cavie vengono testate “dosi” che altrove ancora non si osano.
 
Quello che vedo sono soluzioni evidentemente contrastanti, da un lato si bloccano le intecettazioni per i reati che prevedono meno di dieci anni di carcere, impedendo quindi alla magistratura di indagare soprattutto sui reati finanziari, questo è l’obiettivo princiaple, eviatre che si ficchi il naso nelle manovre del potere economico; dall’altro si mandano i militari nelle strade, per garantire la sicurezza (parola che sto cominciando ad odiare).
 
I militari in strada, ci rendiamo conto? Con funzioni di ordine pubblico, con la possibilità di fermare e perquisire individui “sospetti”. Quali sono i motivi di emergenza che richiedono una simile soluzione? Qualcuno potrebbe spiegarmelo? Dal dopoguerra in poi i militari nelle strade si sono visti solo due volte, dopo l’attentato a Togliatti, quando si rischiò l’insuerrezione armata e nel 1977, durante i moti del febbraio-marzo, quando le Università erano nel caos. Neppure negli anni del terrorismo si usarono i militari in strada, se si esclude l’operazione “Vespri Siciliani” contro la Mafia nel 1992.
 
In realtà lo schieramento dei militari in strada non è nient’altro che un esperimento per abituare gli occhi e le menti dei cittadini a quella che fra pochi anni sarà la normalità di una neo-dittatura, si comincia sempre con piccole dosi. La deriva è in atto, non solo in Italia come dicevo prima, il potere politico ed economico-finanziario, i maiali, hanno deciso che troppa libertà per le pecore, come c’è stata negli ultimi quarant’anni in Europa non può più andare bene, e i militari, i cani, sono stati allertati.
 
Ne vedremo delle belle.

Postato da: Chinaski74 a 21:17 | link | commenti (44)

venerdì, giugno 13, 2008

1987 - 2008 Padre, tuo Figlio dov'è?

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Vangelo o pistola? Dimmi, la pace qual è?

Postato da: Chinaski74 a 10:06 | link | commenti (4)

martedì, giugno 10, 2008

Il_sorpasso_di_Dino_Risi_(1962)_copia

E così anche il buon Dino Risi ci ha lasciato, a novantuno anni, andando a raggiungere nell’olimpo del cinema i suoi amici Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, Mastroianni, Alberto Sordi e Nino Manfredi. Uno dopo l’altro ci stanno abbandonando gli attori ed i registi che hanno fatto grande il cinema italiano, ed oserei dire l’Italia in genere, nel mondo. “Non permettete a nessuno di dire che la vecchiaia è bella, in realtà è una noia mortale”, diceva Dino Risi negli ultimi anni, criticando l’attuale tendenza odierna degli anziani a voler sembrare per forza giovani, diceva che le signore liftate gli facevano pena e lui era uno che di donne se ne intendeva, avendone avute molte nella vita: “faccio sempre l’amore con le donne” disse lo scorso anno ad un giornalista di Repubblica, e quando quest’ultimo gli chiese un po’ meravigliato: “in che senso?”, Risi rispose: “le sogno, ci faccio l’amore nei sogni”.
 
Come dimenticare film come Poveri ma belli”, “Il sorpasso”, “ I mostri”, “Profumo di donna”, “La stanza del vescovo”? Insieme alle opere cinematografiche di Mario Monicelli ed Ettore Scola, sicuramente gli altri due più grandi rappresentati della commedia all’italiana, questi film hanno fornito uno spaccato esemplare della società italiana nell'arco  di tempo che va dal dopoguerra agli anni settanta, nella fattispecie quello del boom economico e della ricostruzione prima, e quello più cupo degli anni “plumbei” poi.
 
Soprattutto “I mostri” (1963), ed “I nuovi mostri” (1977) evidenziano e mettono a confronto, due tipologie di italiani che, nella diversità di una nazione che in quattordici anni ha subito profondi cambiamenti nella mentalità e nel costume, conservano pur sempre i caratteristici vizi italici, casomai accentuati dal benessere di una società sempre più industrializzata che aveva perso una (molto presunta) precendente innocenza contadina. Mi piacerebbe approfondire il discorso su di altri film, specie “Il sorpasso” e “La stanza del vescovo” ma poi sarei costretto a dilungarmi troppo.
 
Vorrei ricordare invece due grandi attori che con Dino Risi ebbero un rapporto di amicizia oltre a quello strettamnente professionale e cioè Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi. Uomini accomunati, (come altri grandi della storia), da una profonda e lacerante passione per la vita, talmente bruciante che come per un dannato contrappasso, portava all’opposto ad una tendenza alla malinconia che spesso sfociava in depressione. Una volta Risi raccontò che passeggiando in un pomeriggio estivo con Gassman allo zoo di Roma, questi, vedendo una scimmia che se ne stava in gabbia, assorta, fissando il vuoto, dopo un po’ che se ne stavano in silenzio lo fissò e gli disse: “quello sono io”. O quando Tognazzi donnaiolo impenitente, nonché ottimo chef, durante la preparazione di una cena a casa di Risi, disse che per preparare una pietanza aveva assolutamente bisogno di rimanere in cucina con la cameriera a fare da assistente, per concentrarsi e non essere disturbato nella difficile preparazione, ovviamente quando dopo un po’ qualcuno aprì la porta della cucina, stava facendo sesso con la cameriera.
 
Non per fare il “cultore del passato”, ma seriamente credo che quella generazione di registi ed attori oggi non è, non dico stata eguagliata, ma neppure degnamente sostituita. Si, ci sono bravi registi e bravi attori, ad esempio “Il Divo”, di Paolo Sorrentino ha ripreso la tradizione del grottesco stile “Todo Modo” di Elio Petri e mi è piaciuto, un buon film, altri registi validi nel descrivere l’Italia odierna ci sono ma i risultati non sempre sono convincenti ed apprezzabili, a mio modo di vedere, non sempre si va ad analizzare in profondità, ma si descrivono solo comportamenti generalizzati, senza approfondirne le motivazioni. 
Non so se tutto ciò sia colpa dei registi o dell’Italia odierna.
 

 

 

 

Postato da: Chinaski74 a 22:55 | link | commenti (4)

giovedì, giugno 05, 2008

COMUNISTII!!!
 
Secondo il nuovo D.L sulla sicurezza varato dal Governo Berlusconi, a chi guida con un tasso alcolico superiore ad 1,5 g/l, non solo viene ritirata la patente, scatta la salata multa e la successiva sanzione penale; non basta tutto questo: viene anche sequestrata l’auto e messa all’asta dallo Stato!  Ieri la prima vittima del nuovo decreto a Milano. Ora io dico, sulle prime sanzioni nulla da dire, ma il sequestro dell’auto da parte dello stato che mi vuol significare? Così come la proposta di sequestro dell’appartamento da parte dello Stato a chi affitta in nero ai clandestini. Ma stiamo scherzando? Questo non è comunismo! E’ roba che neppure il miglior Stalin o il più ispirato Pol Pot potevano concepire! E fenomenale.
Spero ora che tanti proprietari di auto di lusso, convinti votanti e sostenitori del Governo, con la tendenza al bicchiere o alla polvere nasale si vedano sequestrato dallo stato il tanto caro gioilellino da centomila euro.
 
Quanto darei per sentirli imrpecare piangnucolando contro il governo liberticida…..

Postato da: Chinaski74 a 13:03 | link | commenti (26)

lunedì, maggio 26, 2008

NON E’ UN PAESE PER IL PENSIERO CRITICO
 
Quando il potere politico in una Nazione mira a fomentare la “pancia” del popolo, a dare adito e giustificazione ai suoi bassi istinti, è chiaro che si va creando una situazione molto pericolosa. Deriva populista, la definiscono alcuni, ed è ovvio che con un populista come Silvio Berlusconi al governo, sostenuto da una maggioranza più realista del re, non è che si possa pretendere nulla di diverso. Tuttavia quello che sta avvenendo di questi tempi in Italia credo rappresenti qualcosa di più profondo e più grave, rispetto alle precedenti edizioni del berlusconismo. Forte della sua terza vittoria, con una maggioranza decisamente schiacciante, questa volta il lupo travestito da agnello, cercherà di imporre definitivamente e senza mezze misure il famigerato “Piano di Rinascita Democratica” piduista, senza che vi siano forze politiche di opposizione che cerchino di impedire il misfatto. I segnali ci sono tutti. I toni moderati e dialoganti degli ultimi tempi non sono altro che vaselina, che preparerà meglio ai “dolorosi cambiamenti”.
Il popolo italiano è stato preparato da tempo a questa svolta, trent’anni di Tv prima e quindici di politica poi, hanno messo ottime basi.
La paura viene usata come strumento di controllo delle masse, le squadracce fasciste colpiscono con frequenza sentendosi legittimate, la paura del diverso si è spinta a livelli fino a pochi anni fa impensabili: il reato di immigrazione clandestina non punisce un effettivo reato ma colpisce una “condizione naturale” della persona, che, da una nazione povera, come legge di natura vuole e come hanno fatto tanti italiani in passato, si trasferisce in una ricca per cercare migliori fortune. Di qui al lager il passo è breve. Perché io Stato posso punirti, arrestarti, espellerti e giustamente se tu da clandestino commetti reati, ma sappiamo bene che vi è una maggioranza di clandestini che lavorano, in nero, in diversi settori, specie quello edile, che credo di conoscere un po’. E non possono essere criminalizzati per una loro condizione naturale, e non per reati concreti. Tra l’altro sono convinto che nella pratica ciò sarà impossibile, si bloccherebbero settori strategici visto che non credo che per sostituire i manovali edili clandestini, al nord al posto di questi, vi saranno file e file di figli di papà italiani, voi che ne dite?
Tornando comunque al discorso principale, purtroppo credo che questa volta il progetto piduista arriverà al compimento totale. Il passo finale sarà Silvio Berlusconi alla presidenza della Repubblica e quindi a capo del CSM e delle forze armate. Questo comporterà la fine di ogni minimo residuo di dignità in questo Paese, la vittoria definitiva (per almeno vent’anni) del sistema che ha creato il Berlusconi imprenditore prima e politico poi. Tornare indietro sarò poi una strada lunga e difficile.
Salvo clamorosi quanto improbabili cambiamenti nei prossimi anni ciò sarà inevitabile. Il governo ombra è una barzelletta (che non fa ridere) l’opposizione non esiste più in Parlamento e non esiste più nelle strade, i più scoraggiati (me compreso) hanno abbandonato gli ideali di cambiamento, davanti all’evidenza dei fatti, cioè di vivere in una nazione che condivide, o in quanto addormentata, non capisce la portata degli eventi. Anche il clima europeo è sfavorevole, questa volta non sarà l’Europa a salvarci dalla definitiva deriva piduista.
 
 

Postato da: Chinaski74 a 09:59 | link | commenti (51)

lunedì, maggio 12, 2008

Ipocrisia bipartisan.

Mica dicono: "Travaglio afferma falsità, dice menzogne", no, arrivano a dire: "Travaglio non può fare certe affermazioni in Tv", come se certe cose si possano solo scrivere sui libri, o discutere nei convegni di nicchia, se invece raggiungono i milioni di spettatori della Tv, allora si grida al scarliegio.

Ma vi rendete conto di quanto è odiosa questa cosa? Maggioranza ed "Opposizione"(?) compatte, con l'eccezione di Di Pietro contro un giornalista che fa delle affermazioni documentate sul passato del Presidente del Senato. Per caso, se uno viene eletto Presidente del Senato non più possibile parlare del suo passato?

Travaglio ha mentito, ha fatto affermazioni false? Che sia querelato dai diretti interessati.

Ha detto cose vere e documentate? Allora dove sta il problema?

Indignazione bipartisan, tutti a gridare allo scandalo, al sacrilegio, alla lesa maestà.

Io dico che certa gente (a destra come a "sinistra") dovrebbe moderarsi in Italia, capire di essere solo un servitore dei cittadini, eletto da questi ultimi, non il Faraone d'Egitto.

P.S. Bello vedere in diretta, ieri sera, le scuse sentite del lacchè di pseudosinistra Fabio Fazio.

Postato da: Chinaski74 a 15:36 | link | commenti (30)

martedì, maggio 06, 2008

Non sono criminali, sono il nulla.
 
Il romanzo di Pier Paolo Pasolini, “Una vita violenta”, si chiude con l’immagindel protagonista, il sottoproletario Tommasino Puzzilli, che perde la vita nel vano tentativo di salvare una donna da una improvvisa piena dell’Aniene che aveva travolto la sua misera baracca. Il sacrificio di Tommasino in questo ultimo gesto eroico, rappresenta la sconfitta di una classe sociale, il sottoproletariato del dopoguerra che tenta di raggiungere una impossibile “normalità”. I personaggi di questo romanzo, come di altri romanzi e film di Pasolini sono ragazzi dediti ad atti di teppismo, furti, vivono una sessualità repressa e degradante, eppure sono ancora persone “pure”, non contaminate dalla meschinità della nuova borghesia, sono capaci di gesti violenti, possono essere allo stesso tempo capaci di gesti di bontà estrema.
 
Cosa sono invece i ragazzi poco più che ventenni che nella opulenta Verona, cinquanta anni dopo hanno ammazzato a calci in testa un ragazzo di ventinove anni senza nessun motivo? Sono il nulla. Sono “individui” che presi singolarmente sono grandi codardi ma nel gruppo si fanno forza, pensando di poter imporre agli altri come vestire, come portare i capelli, cosa mangiare, per avere il diritto di poter sostare o transitare in quello che reputano il loro territorio. Come cani, delimitano quella che reputano la loro zona di influenza, nel retaggio paesano e contadino del possesso del territorio. Verona è una città molto ricca e spesso il portafogli pieno di questi ragazzi è inversamente proporzionale al contenuto della loro scatola cranica. Ricchi, come sono ricche le loro famiglie di denaro, vestiti firmati, auto potenti e di lusso e in tutto quello che rappresenta lo status symbol in questa società ; poveri di cultura, di sensibilità intellettiva, di comprensione minima delle dinamiche sociali e dei rapporti con il prossimo, dei confini della propria libertà. Arrivano ad ergersi a divinità, come se a loro fosse dispensato il potere di dare e togliere la vita ad altri indiviudui ritenuti “inferiori”. Ignoranti come capre, prendono dall'ideologia Nazifascista (che salvo qualche capetto o ideologo non conoscono minimamente) solo ciò che  fa loro comodo ed eliminano il resto.
 
Non sono criminali. I criminali sono ad un livello molto superiore al loro, agiscono per un fine, hanno spesso un’intelligenza notevole, se possono evitano di spargere sangue. Loro sono il nulla, insignificanti sotto ogni punto di vista, inutili, vili, come vili, inutili, inspiegabili e assurdi sono i loro omicidi fine a se stessi. Sono merda generata da merda.
 
Probabilmente saranno condannati a pene miti, difesi da avvocati che troveranno ogni appiglio per rendere il loro atroce delitto “cosa da poco”. Sento già giustificazioni dai parenti, dai vicini “sono bravi ragazzi”, “non facevano male a una mosca”, mentre immagino le grida isteriche e le invocazioni alla forca in piazza se gli gli assassini fossero stati ad esempio dei rumeni, e come in questo caso in tutti i Tg nazionali ci avrebbero bombardato per giorni con l’allarme sicurezza.
 

Postato da: Chinaski74 a 23:23 | link | commenti (9)

domenica, maggio 04, 2008

...e poi così, accade , di nuovo,

guido nella notte,

le finestre dei palazzi,

con le le poche luci accese

che come strani occhi di fuoco mi osservano,

e io guardo la striscia di mezzeria

sperando di non incappare in una pattuglia.

Con addosso qualcosa di strano,

dentro.

Qualcosa come essere triste senza vera tristezza,

qualcosa di insensato ma con un senso, in fondo, alla fine.

Solo che non riseco a coglierlo, come sempre,

non sono mai riuscito a coglierlo io il senso...

di tutto questo.

Dei giorni.

Delle notti.

E tiro giù l'ultimo schifoso sorso. 

 

 

Postato da: Chinaski74 a 04:48 | link | commenti (8)

lunedì, aprile 28, 2008

altan15

Postato da: Chinaski74 a 18:03 | link | commenti (31)